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Traduttore e project manager: un dialogo vincente

Traduttore e project manager: un dialogo vincente

Oggi voglio parlarti del dialogo che si instaura fra project manager e traduttore e di quanto questo sia fondamentale per la vita lavorativa – di entrambi -, nonché per la resa e l’efficacia (e il successo!) dei progetti sui quali si lavora. “Dialogo?!” ti chiederai“E cosa avranno mai da dirsi, traduttore e project manager se non qualche informazione pratica?”. Forse non ci sarà molto da dirsi effettivamente, ma il modo in cui viene gestita la comunicazione è di primaria importanza, e comprendere questo aspetto può essere di grande aiuto per entrambi.

Ti faccio una domanda, caro traduttore freelance: ti è mai capitato di essere contattato da un project manager per una prova di traduzione, di svolgerla e poi di non aver più saputo nulla? Oppure di aver consegnato un incarico e di non aver ricevuto nessuna conferma di ricezione? Almeno un sintetico “grazie”, “ricevuto”, avrebbero anche potuto anche scriverlo, avrete sicuramente pensato. Nessuno, si sa, è tenuto a ringraziarti per un testo consegnato, ma quando questo avviene, i traduttori si sentono gratificati e pronti, alla successiva richiesta di incarico, a rispondere tempestivamente, con un sorriso ed in maniera gentile.

Alla base del dialogo

Il rispetto del lavoro di un traduttore, come pure del tempo che ha dedicato per svolgere un incarico, è sicuramente un fattore che avvicina il professionista al proprio cliente, che sia un’agenzia o un committente diretto. Sappiamo bene che i rapporti lavorativi si esprimono anche e soprattutto attraverso le relazioni umane: se alla base di questa relazione ci sono rispetto, correttezza ed educazione, anche il confronto lavorativo ne gioverà.

Quando poi il project manager riceverà una traduzione urgente e contatterà disperatamente il traduttore per chiedergli la sua disponibilità, quest’ultimo soddisfatto del dialogo instaurato precedentemente e del rapporto lavorativo, sarà felice di rispondere con un bel “sì”. Il project manager, dal canto suo, sarà quindi nelle condizioni di soddisfare la richiesta last minute del suo cliente e sarà riconoscente a quel professionista che gli ha risolto un “problema”. Sarebbe stato molto diverso invece se quel traduttore non fosse stato reperibile per ore e ore, se non avesse risposto né al telefono né alle e-mail e avesse risposto solo qualche giorno dopo…In questo caso il problema si sarebbe verificato, eccome!

Richiesta di incarico                        

Cosa cerca quindi il project manager in un traduttore? Per prima cosa, la reperibilità. Ci sono traduttori che rispondono immediatamente a una richiesta del project manager, altri che invece rispondono dopo molto tempo, altri ancora che invece non rispondono proprio. Quando un project manager deve assegnare un incarico, a meno che non abbia una preferenza per un determinato traduttore e dia la precendenza a questo prima di affidarsi ad altri, di solito tende a scegliere il primo che risponde alla richiesta. Intendiamoci, se proprio quel giorno il traduttore in questione si trova su un volo Roma-New York e non accede alle email per diverse ore non succede nulla – anche se sarebbe stato carino e professionale avvisare in anticipo l’agenzia o almeno impostare una risposta automatica che avverte della temporanea assenza.

Se siete project manager prestate attenzione al tono che usate per fare la vostra richiesta e alle condizioni che proponete: per esempio tradurre entro un’ora 1000 parole potrebbe essere problematico e agli occhi del traduttore potrebbe apparire una pretesa eccessiva, e addirittura come una mancanza di professionalità.

Se siete traduttori, cercate di rispondere il prima possibile, magari anche con un semplice “no”, ma comunque rispondete. Anche questo consente al project manager di procedere con le sue richieste, di individuare un traduttore alternativo a cui affidare l’incarico e soprattutto di non perdere tempo inutilmente.

Sì, no, forse

Ovviamente non sempre si può accettare l’incarico. C’è chi accetta a prescindere, anche se sa appunto di trovarsi sul volo Roma-New York e pensa in qualche modo di farcela (magari a scapito della qualità), c’è chi invece riflette a lungo prima di decidersi e alla fine…l’incarico viene affidato a qualcun altro. Il mio consiglio di project manager è quello di valutare realisticamente il tempo necessario per svolgere la traduzione, considerando anche una fase di revisione finale obbligatoria. Ognuno si conosce – o dovrebbe conoscersi – e sa quali sono i propri tempi: se sai di non riuscire a tradurre più di 100 parole all’ora, allora non potrai accettare un incarico che prevede 1000 in una manciata di ore! Sii responsabili e professionale: il potenziale “no” del traduttore sarà in questo caso una risposta dettata dall’onestà e dal buon senso e avrà così evitato al project manager di ritrovarsi un testo di scarsa qualità, con conseguenze spiacevoli e problemi da risolvere con urgenza.

Le indicazioni del project manager

Di solito quando il project manager affida un incarico a un traduttore gli fornisce anche indicazioni importanti su stile e scrittura, uso della punteggiatura e terminologia da rispettare. Il traduttore dovrà rispettare rigorosamente queste istruzioni, dettate non da un vezzo ma da reali esigenze particolari. Il project manager non si deve però dimenticare di comunicarle! Ovviamente può sempre comunicarle in corso d’opera, ma il rischio è che il traduttore debba rivedere e modificare quanto già scritto: i tempi si allungano e il rischio di refusi o imprecisioni è molto alto. Se il traduttore ha domande o dubbi deve farli presente al project manager o eventualmente inserire dei commenti del testo: questo è sia un valido aiuto anche per il revisore che controllerà il testo finale, sia un indice di cura, precisione e professionalità.

Finalmente, la consegna

Una volta terminata e controllata la traduzione, finalmente arriva il momento della consegna. Cari traduttori: se la consegna è prevista alle ore 17:00, non consegnate in ritardo!

Se inviate la vostra traduzione alle 16:59 certo sarete stati puntuali, ma agli occhi del project manager darete l’impressione di aver fatto una corsa contro il tempo. Il mio consiglio è di consegnare con un po’ di anticipo il vostro lavoro  per agevolare il compito del project manager che a questo punto potrà inoltrare l’incarico al revisore. Se per qualsiasi motivo la consegna rischia di slittare, non fate finta di niente! Appena ve ne rendete conto, scrivete o telefonate al project manager: insieme potrete trovare una soluzione o un’alternativa e darete provata, ancora una volta, della vostra affidabilità anche in caso di imprevisto.

L’ultimo step: la revisione

Last but not least: il ciclo di un progetto di traduzione ha come obiettivo primario la consegna al cliente finale. Quando il traduttore invia il suo lavoro, soprattutto le prime volte che collabora con una nuova agenzia, si aspetta di ricevere un breve feedback sul testo insieme alla versione definitiva della traduzione. Avere un riscontro del proprio lavoro è importantissimo, per la sua formazione e per le sue prospettive di miglioramento: coglietelo come uno stimolo e un’opportunità a migliorarvi.

E ricordatevi: il dialogo che instaurerete, sia esso in italiano, inglese, tedesco, russo o cinese, sarà la cosa più importante per il vostro futuro lavorativo. Siate professionali, sempre.

Ciao! Sono Giulia, traduttrice e interprete dal tedesco all’italiano, dall’inglese all’italiano, dal russo all’italiano. Adoro comunicare in lingue e tra culture diverse, in altre parole adoro il mio lavoro! A scuola avevano iniziato a soprannominarmi “vocabolario” e la domanda che di solito mi pongono è “in quale parte del mondo ti trovi ora?”