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Il primo percorso di mentoring in Italia per aspiranti freelance

Gli investimenti di un traduttore freelance

Gli investimenti di un traduttore freelance

Quando si apre – finalmente! – partita iva ci sono alcuni investimenti che sono necessari e altri che invece potrebbero aspettare un po’: perché l’impegno economico non è sostenibile, perché non si hanno ancora le idee chiare su ciò che si vuole (e si rischierebbe di buttare tempo e denaro), perché ci sono oggetti, corsi di formazione o altre amenità che banalmente non servono. Ecco su cosa ti conviene puntare e cosa puoi invece rimandare o proprio dimenticare, secondo me.

Da avere

  • Un computer. Esiste forse qualcuno che ancora nel 2019 non ne ha uno? Se vuoi lavorare come traduttore non può mancare: ti servirà per fare qualsiasi cosa, dalle traduzioni vere e proprie alla gestione dei glossari, dalla ricezione delle email alle ricerche in internet, dalla preparazione delle fatture alla gestione dei documenti. E non basta un computer qualsiasi! Per risparmiare tempo e avere affidabilità ti consiglio di investire i tuoi risparmi in una macchina con le caratteristiche che ti servono: ricordati di controllare la compatibilità con i software che usi più spesso e i loro requisiti di sistema, compresa la memoria necessaria.
  • Una connessione internet affidabile. Se il computer è LO strumento per eccellenza di un traduttore freelance, la connessione a internet non è certo da meno: senza rete – o con una scadente – sei isolata dal mondo, come se vivessi in una bolla. Immagina se dovessi fare una Skype call con un potenziale cliente e la tua rete non riuscisse a sostenere audio e video facendo bloccare continuamente entrambi e rendendo così la comunicazione impossibile: non ci faresti certo una bella figura! Ma anche se per aprire la posta elettronica o fare le tue ricerche terminologiche ci impiegassi un’eternità non sarebbe piacevole: perderesti un sacco di tempo inutilmente.
  • Uno smartphone con connessione dati. Anche se odi i social e WhatsApp, avere un telefono che si connetta a internet può salvarti nel caso in cui saltasse la linea fissa, ma anche quando sei in giro: in questo modo potrai avere accesso alle tue email – e alle potenziali richieste di lavoro – ovunque ti trovi, senza perdere nessuna occasione.
  • Uno o più corsi di formazione. Se ti senti debole in qualche aspetto della tua attività, che sia nell’ambito della traduzione, del marketing o di fatturazione elettronica, cerca corsi e percorsi che possano aiutarti ad acquisire quelle competenze necessarie per venderti sul mercato come professionista (mai sentito parlare di In Video?). Attenzione però: non sottovalutarti e pensare di avere bisogno di formazione su tutto! Cerca di guardare alle tue competenze in modo obiettivo, pensa se qualcuno ti ha mai fatto notare una qualche tua lacuna e parti da lì. Ma non esagerare.
  • Biglietti da visita. Anche se non hai ancora definito il tuo personal branding, se non hai un logo o un sito, non rinunciare ai biglietti da visita: saranno il tuo modo per lasciare traccia di te e di quel che fai ai tuoi potenziali clienti. Non servono per forza i fuochi d’artificio, basta anche un semplice biglietto da visita in bianco e nero con scritto chiaramente di cosa ti occupi, con quali lingue lavori e i tuoi dati di contatto.
  • Un bravo commercialista. Sarà la persona con la quale avrai più scambi per i primi tempi perché dovrà supportarti nell’emissione delle prime fatture, rispondere ai tuoi dubbi e alle tue domande, informarti sui documenti da conservare e presentare, aggiornarti sulle nuove normative in ambito contabile e dirti quanto dovrai pagare di tasse. Fare da sé è possibile, ma a meno che tu non abbia già una formazione specifica in questo campo te lo sconsiglio: è molto facile commettere errori e per questi ci sono sanzioni. È una forma di delegare e ti renderai presto conto del suo valore: affidarsi a qualcuno che sa fare quello che fa invece che doversi scervellare, metterci il triplo del tempo e rischiare di sbagliare per avere lo stesso risultato è un grande passo di consapevolezza.

Facoltativo

  • Un CAT. I costi dei CAT tool sono decisamente elevati e per chi inizia può essere problematico sborsare diverse centinaia di euro su un unico strumento. Al tempo stesso però può esserti di grande aiuto nella gestione di diversi progetti, per controllare la coerenza terminologica e per eseguire controlli sulla qualità delle tue traduzioni. Puoi aspettare se i clienti con i quali lavori non lo richiedono espressamente o se per esempio lavori in ambiti editoriali e letterari; dovresti farci un pensierino invece se i testi di cui ti occupi sono ripetitivi, molto tecnici o specialistici, o se i tuoi clienti iniziano a chiederlo.
  • Un software di gestione dei clienti. A meno che tu non abbia lavorato alla rete di clienti prima di aprire partita iva, è difficile che agli inizi della tua attività ti ritrovi ad affrontare un elevato numero di richieste che giustifichi un software per gestirle. Puoi ingegnarti creando un database su Excel e aspettare di aver raggiunto un determinato numero di persone che richiedono i tuoi servizi per compiere questo passo. Può essere una sorta di “premio di produzione” 🙂
  • Un blog. Avere un blog che parla del tuo lavoro e spiega ai potenziali clienti di cosa ti occupi può essere utile per farti conoscere online e riuscire a raggiungere un gran numero di persone interessate a ciò che fai. Per essere utile però un blog deve essere aggiornato con frequenza, e questo richiede molto tempo e un’organizzazione impeccabile. Prova a scrivere su un foglio alcuni argomenti che vorresti trattare, estrapola dei titoli e decidi con quale frequenza desideri scrivere: non c’è una regola valida per tutti, ma se decidi di partire devi essere costante. Altrimenti lascia perdere.
  • Profili social. Essere presente sui social, come per i post del blog, è un modo per raggiungere un pubblico ampio e diffondere il tuo messaggio e proprio come il blog, anche i social richiedono tempo e costanza. Non ha senso avere mille profili se poi non pubblichi mai nulla. Se vuoi iniziare a prenderci confidenza, inizia con un profilo e provalo per un po’, poi decidi se fa per te – e quindi continuare -, oppure se non ti trovi con le sue dinamiche – e quindi abbandonare la piattaforma.

Non necessario

  • Sito web professionale. Avere un sito ha i suoi vantaggi: ti fa vedere agli occhi del tuo potenziale cliente come professionale e può darti molta visibilità. Ma per ottenere questi effetti è necessario che il sito web sia curato nei dettagli da un web designer, studiato da un esperto SEO, abbellito da tue foto professionali e infiocchettato da testi scritti apposta per te e i tuoi servizi da un bravo copywriter. Va da sé che tutte queste azioni hanno costi che sommati diventano importanti e difficili da gestire per chi è all’inizio. In più, per arrivare a mettere in piedi un sito web è necessario fare un’analisi approfondita dell’attività che vuoi svolgere, studiare una tua brand identity, fissare degli obietti e avere chiaro chi è il tuo cliente ideale: tutte cose che non sono immediate, necessitano tempo ed esperienza per essere messe a fuoco. Se vuoi comunque avere un sito web, sei tecnologica e ti piace sperimentare – ma anche se hai tanto tempo a disposizione – ti consiglio di provare a metterne in piedi uno da sola: con WordPress non è proibitivo, né per i costi né per la parte pratica (se vuoi saperne di più vieni alla prossima data di In Aula: parliamo proprio di Sito e blog DIY).
  • Personal branding, logo e servizio fotografico. Come per il sito professionale, anche questi aspetti, secondo me, non sono indispensabili per iniziare a lavorare come freelance: sono servizi che richiedono un investimento di denaro importante, ma ancora di più, necessitano di una grande consapevolezza della propria attività e dei suoi obiettivi. Che si acquisisce con l’esperienza sul campo e, quindi, nel tempo.
  • Cartoleria. Non fraintendermi, sono anche io una cartopazza, ma ha davvero senso acquistare qualunque quaderno, penna, pennarello o altri materiali legati alla carta quando il tuo lavoro è al 98% al computer e in digitale? Presto ti ritroverai sommersa di oggetti che non usi mai, che non sai dove mettere e come sistemare: fai un calcolo di quello che spendi per renderti conto dello spreco e risparmia quei soldi per poter investire, quando avrai raggiunto la quota giusta, in qualcosa che ti serve davvero.

Cosa ne pensi di questa lista, ti sembra che manchi qualcosa? Scrivimelo nei commenti oppure partecipa alla prossima diretta: ci vediamo martedì 26 marzo alle 14.30 sulla pagina Facebook del Freelance Lab!