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Il primo percorso di mentoring in Italia per aspiranti freelance

I 5 peggiori errori di chi comincia a lavorare da freelance

I 5 peggiori errori di chi comincia a lavorare da freelance

Più mi confronto con colleghi e aspiranti freelance, più mi rendo conto di quanto sia necessario parlare degli errori che si commettono all’inizio. E così ecco la mia lista in ordine casuale dei cinque errori peggiori che commette chi comincia a lavorare come freelance.

1. Svendersi

Questo forse è il peggiore: ti sei da poco laureata o stai tentando di inserirti nel mercato dei freelance dopo aver lavorato da dipendente e pensi che sia giusto applicare una tariffa bassa, perché in fondo non hai una grande esperienza. Sbagliato! Se parti da una tariffa bassa stai svendendo il tuo lavoro, il tuo valore, le notti passate a studiare, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di frequentare l’università, gli investimenti informatici che hai fatto e last but not least, l’intera categoria. Informati su quali sono le tariffe medie e applicale anche tu: in questo modo darai l’impressione di lavorare seriamente e in modo professionale, non danneggerai i tuoi colleghi e non dovrai lottare con i tuoi clienti per aumentare le tariffe dopo poco tempo, perché saranno già a un buon livello.

2. Pensare di fare solo il proprio lavoro

Ecco, questa sono decisamente io: quando ho aperto la partita iva, in tutta la mia naïveté ero fermamente convinta di trovarmi la fila fuori dalla porta di casa di persone che volevano i miei servizi e che non avrei dovuto far altro che stare seduta alla mia scrivania accarezzando il gatto in attesa della successiva richiesta. E invece no, mi sono dovuta scontrare con la preparazione dei preventivi (quando mi sono svegliata e ho capito che dovevo farli), la fatturazione, il marketing, il networking, l’aggiornamento, la pianificazione e chi più ne ha più ne metta. L’interpretariato, la traduzione e l’insegnamento erano (sono) sì il mio lavoro, ma sono contornate da altre attività di uguale importanza per la riuscita della mia professione (e professionalità). E questo è uno dei motivi per cui è nato il Freelance Lab.

3. Essere poco professionale

Su come essere professionale anche se sei agli inizi ne avevo già parlato qualche tempo fa sul blog e credo sia un errore gravissimo da commettere: quando incontri un cliente o un potenziale tale, devi far vedere che sei la persona giusta per quel servizio che gli serve, che sei preparata, che sarai affidabile e che fari il miglior lavoro possibile. Guarda gli altri colleghi o chi esercita altre professioni: cosa ti piace del loro modo di fare? Copialo. Cosa non ti piace? Evita di farlo anche tu.

4. Non fare rete

Altro errore gravissimo che ho commesso in prima persona: restare chiusa nel mio bozzolo. Sia chiaro, io da sola sto benissimo e anzi, mi piace proprio estraniarmi dal mondo esterno – quando sono sotto consegna non esco di casa per giorni e mi piace così. Solo che più stavo per conto mio, più avevo “paura” di uscire e affrontare gli altri, colleghi e non. Così mi sono fatta violenza, sono andata da sola a un evento di formazione e networking e… mi sono mangiata le mani per tutto quello che mi ero persa fino ad allora! Fare rete è utilissimo per chi lavora da solo la maggior parte del tempo perché ci permette di avere un salvagente – fatto di persone – nel momento in cui affrontiamo una difficoltà ma dobbiamo comunque consegnare un lavoro. Ma anche per il confronto e il conforto: vedere le cose da un altro punto di vista, quello di un collega o di un altro professionista, può essere di grande aiuto. E sì, oltre agli eventi di settori, partecipa anche (soprattutto) a quelli dove sarai l’unica della professione: nasceranno legami di amicizia e di collaborazione lavorativa bellissimi.

5. Non essere preparato sulle questioni fiscali

Su questo aspetto rompo un sacco le scatole e infatti ne torno a parlare, ancora. Sarà che sono precisina, sarà che faccio fatica a fidarmi degli altri, ma mi piace sapere e imparare anche quelle cose che non mi competono: vale per il funzionamento del sito e per le questioni contabili. Ma non si tratta solo di mancanza di fiducia (anche se al mio primo anno da freelance ho scoperto io che il mio commercialista non mi aveva dedotto dall’importo utile per il calcolo delle tasse più di 2.000 €): se saprai come funziona il tuo regime fiscale, le diciture che devi mettere in fattura e i documenti necessari per espletare i tuoi obblighi fiscali, potrai spiegarli ai tuoi clienti. E darai l’idea di professionalità – gira e rigira, si finisce sempre lì!

E i tuoi peggiori errori quali sono stati? Scrivimelo nei commenti!