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Come andare in vacanza a cuor leggero

Come andare in vacanza a cuor leggero

Per me le vacanze sono un aspetto fondamentale della mia vita, sia privata che lavorativa: sono un momento sacro, durante il quale devo riposarmi, devo rigenerarmi e caricare le batterie, devo fare il pieno di cose belle e buone da poter poi sfruttare come esperienze nei mesi di lavoro che seguiranno. Non sono il tipo che va in vacanza con il pc per “finire quel lavoro” o “nel caso in cui qualche cliente abbia bisogno”: amo quello che faccio, ma per farlo bene ho bisogno di momenti di decompressione nei quali stacco da tutto e da tutti.

Se anche tu vorresti chiudere il computer e immergerti nella tua bolla, ecco qualche consiglio su come faccio io.

Pianificazione

La pianificazione mi accompagna sempre, anche in vacanza, o meglio, prima: organizzo il mio lavoro in base ai momenti di relax che voglio concedermi, così posso sapere in anticipo il tempo che avrò a disposizione per dedicarmi ai vari progetti che mi vengono assegnati. Stabilisco le scadenze reali dei progetti che ho in corso in modo da terminarli un po’ prima della partenza, diciamo con due o tre giorni di margine: gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e proprio perchè non voglio partire con il computer né fare figuracce mi do questa regola interna.

Informazione

Fa parte della pianificazione anche informare i miei clienti o i colleghi con i quali collaboro: sia che si tratti di lavori in essere, che di progetti di cui si era parlato e poi mai più sentito niente, scrivi un’email spiegando il periodo nel quale ti assenterai e il termine massimo in cui puoi consegnare. A volte uso la tattica della comunicazione della mia assenza anche con clienti che non sento da un po’ per ricordargli che esisto – e per scongiurare che mi contattino proprio nei giorni in cui non sono al pc. Personalmente uso anche i social per comunicare che sono in vacanza: scrivo sulla mia pagina professionale di Facebook e su quella personale, in modo che i miei contatti sappiano che mi sto rilassando e non mi scrivano con richieste assurde o notizie sgradevoli (ma questa tecnica ahimè non funziona sempre).

Delegazione

Da un paio di anni delego la lettura delle email mentre sono via a una persona esterna, la santa Nicole, che si occupa di filtrare i messaggi, rispondere comunicando la mia assenza e informarmi al telefono nel caso in cui ci siano questioni urgenti. Nicole mi conosce e sa come lavoro, ma le lascio indicazioni precise su come agire così è in grado di rispondere in autonomia. Se invece sono stata contattata per progetti da gestire proprio durante le mie vacanze dei quali non posso occuparmi, delego ai miei colleghi: ho un paio di persone fidate che lavorano con le mie combinazioni linguistiche con le quali ci “copriamo” a vicenda quando uno di noi stacca. In fatto di delegazione scende in campo anche la tecnologia: i risponditori automatici alle email e i messaggi fissi sul sito. Nel primo caso imposto il risponditore automatico con un messaggio carino che informi chi mi ha scritto che non posso leggere le email, ma che recupero non appena torno; stabilisco da quando questi messaggi automatici devono partire, se ci sono email (ad esempio newsletter) alle quali non devono rispondere e quando il sistema si fermerà. Nel messaggio automatico non indico i giorni esatti della vacanza (ad esempio da quando prendo un volo a quello di rientro), ma tengo un giorno prima e uno dopo di margine: sempre per evitare di trovarmi in difficoltà nel caso in cui il volo sia in ritardo, ma anche per avere il tempo di ambientarmi nuovamente e per sistemare casa (lavatrici comprese).

Nel secondo caso, imposto un messaggio fisso in homepage che avverte della mia assenza anche sul sito, in modo che anche i nuovi contatti sappiano quando tornerò operativa.

Programmazione

Per andare via serena e potermi godere i momenti lontano dal computer, prima di partire programmo anche il rientro: come dicevo sopra, a seconda della distanza del viaggio e del fuso orario mi tengo sempre almeno un giorno di margine per riprendermi e ripartire senza fretta, vanificando così l’effetto della vacanza. In più mi segno già in agenda la to-do list del rientro: eventuali email di recall, fatture da emettere, pagamenti da sollecitare, post da scrivere o pubblicare. In questo modo posso riniziare senza ansia e prolungare ancora un po’ quel senso di benessere che solo una fuga, breve o lunga che sia, può concedere.

E tu come fai quando vai in vacanza? Scrivimelo nei commenti.