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Il primo percorso di mentoring in Italia per aspiranti freelance

Agenda o bullet journal?

Agenda o bullet journal?

Agenda o bullet journal?

Trovare un metodo per organizzare e tenere sotto controllo la tua attività è fondamentale, e l’agenda o il bullet journal possono aiutarti a farlo. Al contrario delle app, questi metodi cartacei ti permettono di esprimere la tua creatività e di lavorare utilizzando qualcosa di personalizzato e più affine a te.

Agende per tutti i gusti

Esistono diversi tipi di agende: ad esempio, ci sono le agende “classiche”, cioè quelle rilegate che acquisti in cartoleria o che ti può capitare di ricevere in omaggio, e le agende ad anelli come le Filofax.

A differenza delle agende del primo tipo che hanno una struttura semplice, con poche sezioni, e servono per lo più ad annotare gli impegni, le agende ad anelli ti permettono di inserire tutte le sezioni che desideri e, se ne senti la necessità, di spostarne o di eliminarne alcune.

I formati più richiesti di questo tipo di agenda sono l’A5 e l’A6, conosciuto anche come “personal”.

…e il bullet journal

I bullet journal, a differenza delle agende rilegate non sono preimpostati  e ti permettono di inserire le sezioni che vuoi, ma non di spostare le pagine o di eliminare quelle che non ti dovessero servire più.

Per questo metodo, solitamente, si utilizzano taccuini come il Leuchtturm 1917, che hanno sia le pagine numerate, sia un indice in cui riportare a quale pagina si trova una sezione in particolare.

Altre caratteristiche dei bullet journal sono le pagine puntinate e le “keys”, un insieme di simboli e punti elenco – ne esistono di standard, ma puoi inventarne anche di personalizzati – per indicare un compito che è stato svolto, qualcosa che è stato rimandato o qualcosa da rivedere.

Puoi adottare il “color coding” per le varie categorie di cose da fare, scegliendo di indicare con i colori che preferisci le varie attività: ad esempio, potresti scrivere in verde tutto ciò che riguarda la traduzione e usare il rosso per segnare la revisione di un testo.

E tu, quale metodo usi?

Sicuramente te lo starai chiedendo. Io sono decisamente #TeamAgendaAdAnelli: le trovo molto più funzionali rispetto ad altri metodi di organizzazione. Ho provato il calendario di Google e le agende classiche, ma poi tornavo sempre alla mia agenda ad anelli per la sua praticità: crei tutte le sezioni che ti servono e le gestisci come vuoi, senza dover strappare pagine.

Per quanto riguarda il bullet journal, invece, non l’ho mai provato perché spesso, in un sistema del genere, devi disegnare tutto a mano e questa è una cosa che personalmente non amo; preferisco di gran lunga qualcosa di più sbrigativo, come i fogli prestampati, i washi tape, i ritagli di giornale e gli adesivi. Il bello di personalizzare un’agenda è che non esiste un metodo standard: esistono decorazioni di tutti i tipi anche a poco prezzo, come ad esempio su Aliexpress– se non hai fretta.

La mia prima agenda ad anelli “seria”, dopo la prima che avevo creato io da un semplice raccoglitore ad anelli A5, è stata una Filofax Saffiano Pear dello stesso formato; poi sono passata alle A6, perché meno ingombranti e più maneggevoli. Mentre la A5 è diventata la mia agenda della casa, di A6 ne ho due: una “personal” è appunto un’agenda personale – scusami, ma non ho resistito al gioco di parole! – , l’altra è dedicata al lavoro.

Come ho impostato l’agenda per il lavoro

La mia agenda per il lavoro è una Webster’s Pages verde. Siccome nel logo della mia attività ci sono un uccellino, precisamente, un colibrì, e “Ilaria” scritto in verde, ho pensato di acquistare un’agenda della stessa tonalità di verde e di decorarla con divisori, washi tape e adesivi sempre a tema uccellini. Visto che annoto gli impegni, sia di lavoro che privati, già sull’agenda personale in cui ho messo la sezione con le pagine datate, ho suddiviso questa agenda per il lavoro in tre macro-sezioni:

  • Lavori commissionati: qui annoto tutti i lavori che mi sono stati commissionati nel corso di un anno e la loro tipologia (traduzione, revisione, ecc.), i pagamenti ricevuti, le date di consegna (che segno anche sull’altra agenda). Mi trovo meglio ad utilizzare l’agenda rispetto a un file di Word o Excel per vari motivi: scrivendo i vari impegni li ricordo più facilmente e in più mi piace proprio scrivere a mano, scegliere penne di vari colori e liberare la mia creatività;
  • Internet: tutto ciò che riguarda il mio sito web professionale, come i dati di dominio, le scadenze da ricordare, le idee per futuri post sul blog, e i social media a esso collegati;
  • Database colleghi: una sorta di rubrica con i nomi dei colleghi con cui collaboro e le loro informazioni relative all’attività – se sono traduttori, interpreti o entrambi –, alle combinazioni linguistiche, al sito web e all’indirizzo e-mail di contatto.

Dal momento che sono ancora agli inizi della mia attività di freelance, per ora mi bastano queste tre macro-sezioni; nel tempo valuterò se sarà necessario aggiungerne altre.

Come ho scritto prima, il lato positivo dell’agenda e del bullet journal secondo me è la personalizzazione: con il passare del tempo ti puoi rendere conto di cosa hai bisogno, se una certa sezione ti è stata utile, se ti serve aggiungere qualcosa.

Da dove puoi iniziare

Ti piacerebbe metterti in proprio, e magari ti starai chiedendo come organizzare il tuo tempo in base al lavoro? Prova con uno dei metodi che ti ho descritto sopra e vedi quale fa al caso tuo.

Se poi vuoi approfondire, il Freelance Lab ti può dare una mano: nelle raccolte “Pianifichescion” e “Marie Kondo” di In Video Francesca parla di come organizzare vari aspetti del lavoro, ti fornisce I Quaderni con gli esercizi da fare per imparare a gestirti meglio e, se hai delle domande o dubbi, puoi rivolgerti alle altre caviette sul nostro gruppo Facebook.