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Il primo percorso di mentoring in Italia per aspiranti freelance

Freelance e altri acciacchi

Freelance e altri acciacchi

Qualche tempo fa ho fatto un esperimento e ho scritto sul gruppo chiuso Le Caviette un post sui miei acciacchi di salute: nello spirito di condivisione che anima il Freelance Lab, volevo che le ragazze conoscessero i miei malanni perché si sentissero meno sole, e per far sapere loro che, se ne avessero avuto voglia, avrebbero trovato qualcuno ad ascoltare i loro sfoghi. Con mio grande stupore, quel post ha registrato il maggior numero di interazioni: tutte hanno scritto e condiviso i propri problemi, aprendosi completamente come mai avrei immaginato. Intorno alle malattie spesso ruotano dei tabù, c’è questa idea che dobbiamo sempre essere perfetti, in forma e in salute, ma questo non fa altro che alimentare il senso di frustrazione, di malessere e di solitudine in momenti davvero difficili. Così ho pensato: perché non riproporre l’argomento di quel post ad un pubblico più ampio?

Premetto che se anche la medicina mi appassiona ed essendo cresciuta con un dottore in casa ne capisco un po’, non sono di certo un medico. Tutto ciò che condividerò in questo post è frutto della mia personale esperienza, dei consiglii che sono stati dati a me e che non è detto valgano per tutti. Quello che invece vale per tutti è l’idea che chiunque soffre o ha sofferto di qualche disturbo, ognuno di noi ha una battaglia da vincere, grande o piccola che sia, che causa disagio e dolore: sapere di non essere i soli, secondo me, aiuta già a sentirsi meglio.

I miei acciacchi

Da piccola il mio tallone d’Achille era la gola: ero sempre con le placche e la febbre a quaranta (con picchi a quarantadue!). Mi ricordo i capodanno passati in casa con la borsa del ghiaccio sulla testa e i brividi dappertutto, senza poter festeggiare né mangiare tutte le cose buone dei giorni di festa.

Passata quella fase dell’infanzia, anche se ogni tanto ci ricasco ancora oggi, è stato il momento dell’intestino e dello stomaco: coliti e nausea. Ho sempre sofferto di allergie che negli anni – grazie al cielo – si sono ridotte fino a sparire o si sono tramutate in intolleranze: devo stare super attenta a quello che mangio perché, anche se non rischio lo shock anafilattico o complicazioni serie, quando metto nel piatto cibi “proibiti” o molto pesanti sto male per giorni. Ultimamente si è aggiunta anche la gastrite, e dallo scorso mese con il reflusso: olè!

All’università poi ho iniziato ad avere dolori lancinanti alla schiena: non ne venivo a capo, semplicemente dal giorno alla notte ho iniziato ad avere queste fitte nella zona lombare, a fare fatica a compiere certi movimenti e a non sapere come stare sdraiata. Ci sono voluti anni prima di arrivare alla risonanza e alla diagnosi: due belle ernie lombari, come i vecchi, a neanche trent’anni. Per fortuna la chirurgia mi è stata sconsigliata, ma per poter vivere bene, vista anche l’età alla quale me le hanno scoperte, ho dovuto prendere diversi accorgimenti e iniziare a praticare attività fisica, ahimè.

Da quando ho iniziato a lavorare da freelance ho scoperto di soffrire di labirintite. Dai miei ricordi, lei, c’è sempre stata: quando andavo al liceo venivo presa da quelle che sembravano semplici influenze, ma che presentavano gli stessi identici sintomi che provo anche oggi e che mi sono stati successivamente diagnosticati proprio come labirintite. Non è affatto piacevole perché gira tutto, viene la nausea e spesso si riesce a stare bene in una sola e unica posizione: la mia è il fianco destro, ma dopo un po’ messa così mi si informicola il braccio e mi fa male l’orecchio. Di tutte le malattie che ho provato credo sia la peggiore perché non c’è una cura: i farmaci che prescrivono servono per ingannare il sistema nervoso, per “falsificare” i sintomi del giramento di testa e di nausea, ma non sono curativi.

Più di recente invece ho iniziato a soffrire di fitte all’addome e nuovi dolori alla schiena, non riconducibili alle ernie. Ho passato anche qui anni – anni! – a ingurgitare antidolorifici senza trarne alcun beneficio, a girare tra i dottori senza trovare una diagnosi – una dottoressa era arrivata addirittura a dirmi che me lo inventavo, il dolore, perché lei non trovava nulla di strano dalle visite e dalle analisi. Finché, un bel giorno di luglio, un medico mi ha dato la sentenza definitiva, prima ancora di visitarmi, ascoltando semplicemente i miei sintomi: endometriosi, da operare.

E vogliamo non citare il male di tutti i freelance? L’ansia. Credo di essere sempre stata ansiosa – e credo che questo abbia origini molto lontane nel tempo, ma questa è un’altra storia – tuttavia mai come da quando ho aperto partita iva la sento crescere nello stomaco e chiudermi la gola nei momenti di maggior stress o maggior carico emotivo. E se in un primo momento credevo fosse una cosa passeggera e momentanea, mi sono accorta che mi stava sfuggendo di mano.

Cosa faccio (per me)

Anni fa mi è stata regalata da una persona speciale un trattamento di riflessologia plantare e da allora mi si è aperto un mondo. Sulla pianta dei piedi si concentrano punti di energia che riflettono i nostri organi: chi lavora sui piedi va ad allentare le tensioni su certi punti che si riflettono poi in determinate zone del corpo e a livello mentale. Grazie alla riflessologia plantare ho capito meglio come funziona il mio corpo e soprattutto la mia testa, ho imparato a riconoscere con un po’ di anticipo i momenti di maggior stress, e riesco a leggere i segnali che il mio corpo mi manda come avvisaglie, prima che si scateni in tutta la sua furia perché l’ho ignorato. L’ultima volta che l’ho fatto sono stata a letto due settimane con trentanove di febbre. La riflessologia non è la panacea di tutti i mali, ma può aiutare tanto e nel mio caso l’ha fatto.

Ecco come mi comporto con i miei acciacchi.

  • Gola: per prevenire l’irritazione e le placche faccio tutti gli anni una cura per rinforzare le difese immunitarie che pare a settembre. Tutte le mattine prendo un preparato fitoterapico diluito nell’acqua ed essendo un prodotto naturale la cura dura almeno tre mesi. In più, se avverto già qualche sintomo, prendo una goccia di tea tree oil con un po’ di miele: aiuta a sfiammare e a disinfettare. Quando invece la gola è già arrossata, faccio i gargarismi con il limone che disinfetta e metto localmente qualche goccia di echinacea. Se invece mi si presentano le placche e mi viene la febbre so che non ho scampo e devo farmi il mio bel ciclo di antibiotici.
  • Intestino e stomaco: l’alimentazione è alla base di tutto. La qualità del cibo che mangiamo è molto importante per la nostra salute, e non solo per non prendere peso; se come me hai qualche allergia o intolleranza sai quanto sia fondamentale fare attenzione a ciò che ingurgiti. Nel mio caso devo stare attenta ai latticini, dovrei limitare molto tutti i cibi contenenti nichel – quindi cioccolata, pomodori, fragole e tonno, ovviamente gli alimenti che adoro di più – e sarebbe meglio non mangiassi troppa frutta e verdura per via della colite, ma mi piacciono e sono gli sgarri più frequenti.
  • Gastrite: ho scoperto che è spesso causata dallo stress e da battaglie che, anche se non ce ne accorgiamo, stiamo combattendo. Non ho ancora capito razionalmente quale sia la mia in questo periodo, ma nell’ultimo mese la gastrite me l’ha fatto capire in tutti i modi possibili che c’era qualcosa che non andava. In questo periodo la rosa degli alimenti commestibili senza andare a fuoco è molto ridotta: frutta e verdura (ma non tutta), cereali, cibi leggeri e non caldi; aboliti il tè, il vino, la cioccolata – è una congiura – e tutto ciò che crea acidità. Oltre che con la dieta, le manipolazioni della rifelssologa mi hanno aiutata molto perché sono andate a sciogliere le tensioni accumulate proprio alla bocca dello stomaco.
  • Mal di schiena: la mia salvezza qui è stato il pilates. Dopo aver contribuito all’aumento esponenziale del fatturato delle case farmaceutiche di antidolorifici ed essermi fatta sforacchiare di punture, ho scoperto che l’attività fisica poteva aiutarmi. Sono Miss Divano in carica dall’85, quindi per me ogni forma di movimento è una vera e propria violenza e ogni volta che mi decidevo a fare del movimento, anche se animata dai migliori propositi, alla fine rinunciavo e restavo in casa. Con pilates invece ho trovato una disciplina che è tosta, ma affrontabile, che fa sudare il giusto, che mi fa scaricare le tensioni e il nervosismo, che mi fa stare bene di fisico e di testa. E il fatto che costi un occhio della testa e che ogni sessione sia da prenotare in anticipo per il mio cervello è uno stimolo in più ad andarci con regolarità. La riflessologia mi ha fatto scoprire che il mal di schiena non sempre è causato da problemi di ernie o strappi muscolari, ma spesso il dolore può essere un riflesso di un’infiammazione da un’altra parte del corpo, ad esempio a livello addominale. Infatti quando ho l’intestino irritato, mi ritrovo ad avere dolorini anche nella zona lombare. Two is megl che uan. Anche lavorare in piedi, con il computer ad altezza stomaco, mi ha aiutata nei momenti di maggior dolore: sembra una tavolata, ma cambiare posizione di lavoro e non restare sempre seduti è una pratica che adotto anche per prevenire i mal di schiena.
  • Labirintite: come dicevo prima, questa è la cosa che mi disturba più di tutti gli altri acciacchi. Se per il male vero e proprio ci sono gli antidolorifici che appena li prendi – o quasi – fanno sentire meglio, per la labirintite non è così. Quando sento che mi gira la testa è già tardi e l’unica soluzione è stare a riposo e dormire. Qualche tempo fa mi diedero delle pastiglie che un po’ attenuano i sintomi, ma non guariscono e mi fanno sentire ancora più fiacca. Se gli attacchi sono leggeri, sforzandomi all’inverosimile, porto avanti tutti i miei progetti normalmente. Quando invece sono più violenti, non posso far altro che starmene a letto e sperare che passi il più in fretta possibile, ma di solito ci vogliono dai tre ai cinque giorni. Ho provato anche le manipolazioni in passato, ma non hanno mai funzionato: in pratica un otorino ti prende la testa tra le mani e la muove violentemente a destra e manca per cercare di ristabilire l’equilibrio degli otoliti, i sassolini delle orecchie che causano le vertigini. La riflessologia invece mi ha insegnato che la labirintite si fa sentire quando sentiamo di essere smarriti e non abbiamo stabilità – infatti i giramenti di testa rendono lampante la mancanza di equilibrio!
  • Endometriosi: sono stata fortunata perché il mio caso non era grave e me la sono cavata con un intervento in day hospital che mi ha rimessa a nuovo. Purtroppo questa malattia anche se molto diffusa è poco conosciuta dai medici che spesso la confondono con altro e non la sanno trattare (vedi la dottoressa di cui raccontavo sopra). Si stanno ancora studiando le cause che portano allo sviluppo di noduli di endometriosi, ma si sa che alcuni accorgimenti possono evitarla: bandita la soia e i derivati (sembra aumentare lo stato di infiammazione), la carne di dubbia provenienza (meglio bio e locale, la malattia sembra essere collegata agli ormoni che vengono somministrati negli allevamenti intensivi per far crescere gli animali) e da tenere controllata la vitamina D perché una sua carenza può favorirne l’insorgere. Per il resto qui ci va tanta, tanta fortuna nell’incontrare medici competenti. Se hai bisogno e vuoi due dritte, puoi scrivermi in privato 😉
  • Ansia: dulcis in fundo, il male dei freelance. Sembra andare di moda, in realtà credo che parlandone di più in molti l’abbiano riconosciuta e abbiano dato finalmente un nome a quello stato di confusione e smarrimento che ogni tanto li colpisce. Può avere diverse forme e diversi gradi di gravità: io sono riuscita a domarla sempre grazie alla riflessologia e alla respirazione senza ricorrere all’artiglieria pesante. Vado in ansia per le tante cose da fare – ho imparato a darmi deadline e to-do-list in linea con le mie capacità e con il tempo a disposizione -, per i minimi sintomi di malessere – penso sempre al peggio all’insorgere di ogni acciacco, ma ho imparato a visualizzare il dolore, riconoscerlo e quindi a tranquillizzarmi perché so esattamente come trattarlo -, per l’insicurezza e l’instabilità del mio lavoro – ho imparato, anche se la strada è ancora lunga, a lasciar andare, seguire la corrente e non pretendere di avere sempre tutto sotto controllo.

Cosa faccio  (per i miei clienti)

La sfiga e la legge di Murphy stanno sempre benissimo e quando c’è un evento importante, un incarico all’orizzonte o si è sotto consegna, ecco che si scatenano e saltano fuori tutti gli acciacchi, spesso insieme. Questo per noi freelance è una vera e propria tragedia, perché difficilmente possiamo mandare qualcuno al nostro posto e farci sostituire: no, dobbiamo (ri)metterci la faccia. Di recente mi è capitato di avere un forte attacco di labirintite tre giorni prima di un matrimonio al quale avrei dovuto partecipare come interprete: in quel caso dovevo per forza presentarmi in prima persona e così ho deciso di mettere da parte tutti gli altri progetti che avevo in atto per potermi riposare e riprendere in tempo per la cerimonia. Ci sono riuscita? Nì: il giorno del matrimonio non stavo ancora bene, ma almeno sono stata in grado di racimolare le forze per stare in piedi sui tacchi per tutta la durata della celebrazione (e per l’ora di ritardo della sposa!) Quando invece capita di essere proprio fuori combattimento, le mie soluzioni sono tre:

  1. Avviso immediatamente il cliente, che sia un cliente finale o un project manager di un’agenzia: dico chiaramente come stanno le cose, sono sincera su quelle che sono le mie reali capacità e le tempistiche di ripresa.
  2. Prima di contattare il cliente provo anche a pensare a un’alternativa: se si tratta di una traduzione, è possibile rimandare la consegna di qualche giorno? Posso suggerire una collega fidata che subentri al mio posto?
  3. La terza soluzione è in realtà la prima e la applico a monte, quando inizio a lavorare a un progetto: calcolo un margine per gli imprevisti sulle tempistiche di consegna. Penserai “Ma come fai se stai male proprio il giorno prima di un evento, non puoi posticiparlo” e in effetti è vero. Ma posso posticipare gli altri eventuali progetti che ho in essere, senza sforare sulla data di consegna e cercando così di riprendermi, almeno un po’.

Ovviamente ci possono essere situazioni di grave emergenze alle quali non si riesce a mettere una pezza: in questo caso la tempestività e la sincerità con le quali informi il tuo cliente ti ripagano; se ti sei sempre comportata in modo professionale e i casi di emergenza sono emergenze reali e non scuse per coprire una tua male organizzazione, capiranno sicuramente la tua situazione. Se invece i tuoi clienti non dovessero capirti, saprai che, una volta ripresa, dovrai iniziare a guardare altrove e cercare qualche nuovo contatto che li sostituisca.

Ricorda che siamo esseri umani e ci capita di commettere errori, così come di ammalarci. Se è vero che il lavoro è importante e altrettanto lo è onorare gli impegni presi, ci sono situazioni nelle quali non si può proprio fare diversamente. Ed è un tuo (nostro) diritto.

Spero per te che la tua lista di acciacchi sia più breve della mia, ma spero anche di averti aiutata a sentirti meno sola se hai qualche malanno che ti perseguita. Se ti va, condividi cosa ti crea sofferenza e come lo contrasti: sharing is caring!

E se cerchi altri consigli per affrontare gli imprevisti, lo stress e i problemi che ogni freelance incontra nella sua carriera In Video ha la raccolta per te: Burnt (e non burn out) at the beach.

Parlo e scrivo in tutte le lingue che conosco Bevo tè bollente a tutte le ore del giorno, in tutte le stagioni. Amo quello che faccio e lo condivido con chi vuole fare il mio stesso lavoro.