Partecipare alla ATA Conference: la guida completa

Se mi avessero detto che un giorno avrei partecipato alla ATA Conference, la conferenza dell’Associazione Americana di Traduttori, la più importante al mondo, come relatrice, non ci avrei creduto nemmeno per un istante. Invece è successo: lo scorso 1° novembre mi sono presentata al Centro Congressi di Portland per tenere un intervento sull’interpretariato per matrimonio e questa è la mia esperienza.

Background

Essere relatrice a una conferenza di questo calibro non è scontato né semplice: ho presentato la mia candidatura per alcuni anni senza avere successo per cui quest’anno, dopo aver inviato la mia application, ero abbastanza rassegnata a non partecipare. Devi sapere però che ho scoperto per caso di essere stata selezionata e più precisamente l’ho scoperto il giorno di Ferragosto, pochi istanti prima di prenotare un volo per la Cina per gli stessi giorni della conferenza, per una vacanza con mio marito. Da lì è iniziata una corsa contro il tempo per verificare di riuscire a entrare negli USA e prenotare tutto.

Call for speaker

La Call for Speaker di solito apre a inizio anno e resta aperta fino a marzo, circa, mentre le email di accettazione o di rifiuto dell’intervento proposto vengono mandate a metà giugno: la mia l’ho ricevuta il primo giorno di vacanza e devo averla aperta per sbaglio perché non ricordo di averla letta né l’avevo flaggata come da completare – e infatti l’avevo persa completamente. La conferenza è rivolta sia a traduttori che interpreti e vengono premiate le proposte che sono innovative e interessanti: quest’anno hanno spopolato talk sulle intelligenze artificiali e sul loro ruolo nel nostro settore, ma il programma era fitto anche di interventi in ambito legale e medico e che riguardavano lingue specifiche, in particolare spagnolo e cinese.

Iscrizione

Quello che non sapevo e non immaginavo nemmeno, era che nonostante fossi stata selezionata come speaker e avessi dovuto intraprendere un viaggio letteralmente dall’altra parte del mondo, l’associazione non avrebbe riconosciuto nessun rimborso, né sconto o retribuzione per il mio contributo, ma avrei dovuto acquistare un biglietto di ingresso alla conferenza a prezzo pieno e a mie spese. Sono previsti sconti solo per i soci dell’ATA, per gli studenti, per chi partecipa a più giorni o chi fa parte di un’associazione di categoria riconosciuta. Sono riuscita tuttavia ad iscrivermi con la tariffa scontata, valida fino alla fine di settembre, per la modica cifra 355$ per una sola giornata. Questo è un dettaglio non trascurabile se hai intenzione di partecipare alla conferenza.

Organizzare il viaggio

Per organizzare un viaggio negli USA è necessario partire per tempo e nel mio caso, visto che ho scoperto tardi e per caso di dover partecipare alla ATA Conference, ho dovuto fare le corse contro il tempo per riuscire ad ottenere i documenti necessari per l’ingresso negli Stati Uniti e prenotare il volo. Senza l’ESTA, l’Electronic System for Travel Authorization, non vai da nessuna parte: è una specie di lasciapassare digitale che ti permette di entrare negli Stati Uniti senza visto per un massimo di 90 giorni che devi ottenere prima di partire. Si compila dal sito ufficiale, si inseriscono i propri dati e dopo aver pagato una tassa di 21$, si aspetta l’ok (a me l’hanno approvato in meno di 30 minuti). Attenzione se hai viaggiato in alcuni paesi, tra cui Iran, Iraq, Siria, Yemen e Cuba, potrebbero richiederti un visto al posto dell’ESTA e in questo caso per avere un appuntamento servono diversi mesi (a inizio settembre i primi posti disponibili erano a novembre). Io sono stata a Cuba nel 2018 e l’ho dovuto dichiara nell’ESTA, con il timore che la mia richiesta di entrata venisse rifiutata o, peggio ancora, di essere rispedita a casa a mie spese (sì, è una cosa che può succedere!).

Trarre il massimo dall’esperienza

L’ATA Conference è un evento mastodontico, in stile americano: ci sono moltissime sale in cui si tengono interventi in contemporanea e la sensazione è quella di venire sopraffatti dall’offerta. L’organizzazione ha pensato a un’app da scaricare sul telefono per riuscire a gestire e selezionare meglio i relatori da seguire ed è tutto molto logico, ma a volte avrei voluto avere il dono dell’ubiquità per poter ascoltare più interventi allo stesso tempo. Nonostante avessi organizzato il mio viaggio negli USA con qualche giorno di margine prima e dopo la conferenza per non correre troppo, la scelta di frequentare solo una giornata e nello specifico quella in cui avrei dovuto parlare, non è stata una scelta ottimale per godermi al massimo l’esperienza: il mio speech era programmato per il pomeriggio, quindi ho passato la mattina a ripassare mentalmente ciò che avrei voluto dire, senza riuscire a interagire con altre persone né a seguire attentamente gli interventi previsti. Subito dopo pranzo è stato il mio turno e una volta terminato, il crollo dell’adrenalina mi ha fatta vagare in modalità zombie senza riuscire, ancora una volta, ad avere grandi scambi. Probabilmente avere una giornata in più per poter vivere la conferenza con un po’ più di leggerezza e senza vincoli di orari mi avrebbe permesso di riuscire a scambiare quattro chiacchiere con qualche collega in più e a visitare la sezione allestita a fiera che quando sono arrivata dopo il mio speech era già chiusa.

Lo rifarei?

Decisamente sì: nonostante l’investimento per partecipare alla fiera e per le spese di viaggio sia stato ingente e non previsto, è stata un’esperienza molto arricchente. Le conferenze internazionali danno sempre numerosi spunti sulla nostra professione ed è possibile confrontarsi con persone e colleghi che provengono da tutto il mondo, con esperienze di vita e lavorative diversissime tra loro e dalle nostre che vale sempre la pena conoscere. In più gli interventi che sono stati proposti sono stati in gran parte interessanti e l’ampia scelta di argomenti e tematiche trattati mi ha permesso di avere sempre qualcosa di stimolante da seguire. Il mio unico consiglio se vuoi partecipare a una delle prossime edizioni dell’ATA Conference è quello di pianificare per tempo il viaggio e mettere a budget questo investimento. E ovviamente, se ti candidi come speaker, di tenere controllata la posta elettronica nel mese di giugno a differenza di come ho fatto io!

Le prossime edizioni della ATA Conference saranno a Boston nel 2025 e a San Francisco nel 2026: segnatele in agenda e magari ci vediamo là!

Parlo e scrivo in tutte le lingue che conosco Bevo tè bollente a tutte le ore del giorno, in tutte le stagioni. Amo quello che faccio e lo condivido con chi vuole fare il mio stesso lavoro.